Incentivi 2026 : Ultima chiamata.
Perché aspettare il 2027, potrebbe costarti migliaia di euro .
È il momento di rottamare .
Grazie alle nuove procedure semplificate, sostituire il vecchio impianto a biomassa con uno a 5 stelle è diventato un investimento a rientro immediato.
In questo articolo vi guidiamo attraverso le principali opportunità disponibili nel 2026, per aiutarvi a capire quali incentivi potete sfruttare e in che modo farlo correttamente.
I principali incentivi disponibili
Bonus Ristrutturazione (art. 16-bis del TUIR)
È l’agevolazione più diffusa e accessibile. Permette di detrarre dall’IRPEF una quota delle spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di un camino, una stufa a legna o a pellet, incluse la realizzazione o il rifacimento della canna fumaria e la prima accensione.
Le percentuali in vigore nel 2026 sono:
- 50% per l’abitazione principale, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare
- 36% per le altre abitazioni (seconde case, ecc.), stesso tetto di spesa
La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo e si recupera direttamente nella dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi PF).
Attenzione: dal 2027 le percentuali cambieranno. Per la prima casa scenderanno al 36%, per le altre abitazioni al 30% il tetto massimo sarà comunque 96.000 euro . Dal 2028 l’aliquota sarà unica al 30% per tutti gli immobili, con il tetto di spesa ridotto a 48.000 euro.
Per quanto riguarda i requisiti tecnici del prodotto, è necessario che l’apparecchio abbia la certificazione ambientale 5 stelle e che sia in sostituzione di un apparecchio esistente . I lavori devono essere eseguiti da un installatore qualificato, che rilascerà la Dichiarazione di Conformità e provvederà all’aggiornamento del libretto di impianto.
Ecobonus (art. 14, D.L. 63/2013)
L’Ecobonus inquadra l’intervento come riqualificazione energetica dell’edificio, anziché come ristrutturazione edilizia. In entrambi i casi le percentuali di detrazione sono le stesse, ma cambiano i requisiti tecnici richiesti per il prodotto.
Per accedere all’Ecobonus, la stufa o il camino devono avere un rendimento minimo dell’85,1% e la certificazione ambientale di 5 stelle. È necessario inoltre ottenere l’asseverazione di un tecnico abilitato (oppure, per impianti fino a 100 kW, la dichiarazione del produttore) e il lavoro deve essere eseguito da un installatore abilitato.
Le detrazioni previste per il 2026 sono:
- 50% per l’abitazione principale
- 36% per le altre tipologie di immobili
Anche in questo caso la detrazione viene recuperata in 10 rate annuali di pari importo.
Bonus Mobili: stufe a pellet come “grandi elettrodomestici”
Meno conosciuta, ma molto interessante: la stufa a pellet può rientrare nel cosiddetto Bonus Mobili, nella categoria dei grandi elettrodomestici, a condizione che siano rispettati alcuni requisiti fondamentali.
Per beneficiarne è necessario:
- Aver avviato un intervento di recupero del patrimonio edilizio (manutenzione straordinaria, ristrutturazione, ecc.) a partire dal 1° gennaio 2025
- Usufruire della relativa detrazione IRPEF prevista dall’art. 16-bis del TUIR
- Che la stufa a pellet abbia un’etichetta energetica di classe non inferiore a A+
La detrazione prevista è del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, comprensiva delle spese di trasporto e montaggio. Anche questa viene suddivisa in 10 rate annuali di pari importo. Il tetto di 5.000 euro si applica all’insieme di mobili e grandi elettrodomestici acquistati per la singola unità immobiliare.
Un aspetto importante: la detrazione tramite Bonus Mobili è del 50%, indipendentemente dal fatto che si tratti o meno di prima casa. È una delle poche agevolazioni a non fare questa distinzione.
Conto Termico 3.0
Diverso dalla natura degli altri incentivi descritti, il Conto Termico non è una detrazione fiscale ma un contributo diretto, accreditato sul conto corrente del beneficiario dal Gestore Servizi Energetici (GSE).
Può coprire fino al 65% delle spese ammissibili per la sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti con stufe, termocamini o caldaie a biomassa ad alta efficienza. I tempi di erogazione sono relativamente rapidi: la domanda va presentata al GSE entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale PortalTermico 3.0. Una volta approvata la pratica, il contributo viene accreditato in un’unica soluzione per importi fino a 15.000 euro, oppure in rate annuali costanti (da 2 a 5 anni) per importi superiori.
I requisiti tecnici per accedere al Conto Termico 3.0 sono:
- Rendimento minimo dell’85%
- Certificazione ambientale di almeno 5 stelle
- Sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente (non è ammessa la prima installazione)
L’incentivo varia in base alla zona climatica di installazione: in Emilia-Romagna e nel resto del Nord Italia, dove i consumi invernali sono più elevati, i contributi tendono ad essere più alti.
Bando caldaie regionale Emilia-Romagna 2026
Dopo il successo dei bandi precedenti la Regione Emilia-Romagna – che persegue da sempre politiche attive finalizzate alla riduzione degli inquinanti in atmosfera a tutela della qualità dell’aria – prosegue sulla strada di contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e all’incremento dell’efficienza energetica attraverso la sostituzione dei generatori di calore alimentati a biomassa legnosa con generatori di ultima generazione o con pompe di calore. Con successive deliberela Regione ha quindi riaperto la possibilità di presentare domande per i contributi indirizzati alla sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento a biomassa terminati nel 2025. Rimaniamo in attesa di una nuova riapertura.
Un consiglio importante
Le normative fiscali vengono aggiornate frequentemente. Le informazioni contenute in questo articolo riflettono le disposizioni in vigore nel 2026, ma vi invitiamo sempre a verificare con un tecnico abilitato o un consulente fiscale le condizioni specifiche del vostro intervento prima di procedere.
Mini Camini e Stufe è a vostra completa disposizione per valutare insieme la soluzione più adatta al vostro edificio e per supportarvi in ogni fase: dalla scelta del prodotto più efficiente — camino a legna, a gas o stufa a pellet — fino all’installazione e alla sostituzione della canna fumaria, con tutta l’assistenza necessaria per accedere agli incentivi.